ORO 24kt€/g 35,15
QUOTAZIONE DI BORSA

NOI LO PAGHIAMO

  • 24kt  
  • 22kt  
  • 20kt  
  • 18kt  
  • 14kt  
  •  9kt  
inserisci il peso
da quotare in grammi
ARGENTO 999€/g 0,46
QUOTAZIONE DI BORSA

NOI LO PAGHIAMO

  • 999  
  • 925  
  • 800  
inserisci il peso
da quotare in grammi

Compro oro

COME FUNZIONA?

L'oro e l'argento

L'oro e l’argento, i cui simboli chimici sono Au e Ag sono metalli nobili, quindi presenti allo stato naturale. Sono definiti metalli teneri, pesanti, duttili e malleabili. Inoltre la particolarità dell’oro, insieme al rame, è di essere l’unico elemento che allo stato metallico è colorato. Sono metalli largamente utilizzati in oreficeria e gioielleria e proprio perché teneri e duttili non vengono utilizzati allo stato puro, ma legati con altri metalli al fine di garantire maggiore durevolezza agli oggetti preziosi. Per questo motivo gli oggetti preziosi, comunemente definiti oggetti d’oro o d’argento, andrebbero più correttamente definiti oggetti in lega d’oro o in lega d’argento.

Titolo Oro e Argento

Un qualsiasi oggetto d'oro che sia moneta, lingotto o gioiello, può essere classificato secondo il proprio titolo, misurabile con due scale di valori: i carati ed i millesimi; essi ci indicano qual è la percentuale di metallo puro presente nell'oggetto, rispetto al peso che esso ha. I carati sono indicati con la sigla K oppure CT o KT ed il loro valore può essere compreso da 0 a 24.

  • 0 = assenza di oro
  • 24 = oro puro

I millesimi sono indicati con il simbolo ed il loro valore può essere compreso da un minimo di 0‰ ed un massimo di 999‰

  • 0 ‰ = assenza di oro
  • 999‰ = oro puro

Risulta quindi evidente che:

  • 0 Carati = 0 Millesimi
  • 24 Carati = 999 Millesimi

I titoli utilizzabili nella creazione di oggetti preziosi sono specificati dalla normativa Italiana e devono essere obbligatoriamente impressi su ogni oggetto prezioso.
I titoli più comunemente utilizzati in Italia nel settore orafo sono:

  • 750 millesimi = 18 carati (il titolo più usato in Italia)
  • 333 millesimi = 9 carati
  • 585 millesimi = 14 carati

Quelli usati in numismatica (monete) sono:

  • 900 millesimi = 20 carati
  • 916 millesimi = 22 carati
  • 999 millesimi = 24 carati

Stesso discorso vale anche per l’argento (ad eccezione della classificazione in carati), in questo caso i valori più comunemente utilizzati sono:

  • 925 millesimi (maggiormente per collane, bracciali, orecchini….)
  • 800 millesimi per argenteria da casa (vassoi, posateria…)

Alla luce di quanto illustrato risulta chiaro che il titolo è il fattore fondamentale per effettuare le valutazioni degli oggetti, poiché indica l’esatta quantità di materiale puro in essi contenuto.

Esempio: un oggetto del peso di 10 grammi con titolo 750mm contiene 7,5 grammi di oro puro e 2,5 grammi di altri metalli, pertanto 7,5 sarà il peso indicativo utilizzato per determinare il valore dell’oggetto.

NB: Anche se per convenzione il termine carato è ancora utilizzato nel linguaggio comune, secondo la Legge dello Stato Italiano, il titolo dei metalli preziosi deve essere espresso in millesimi.

Il valore dell'oro e dell'argento

Il prezzo dell'oro, come anche il prezzo dell’argento, è stabilito dai mercati internazionali ossia dalle Borse. Le quotazioni, in continua oscillazione, sono determinate dai volumi e dalla quantità di scambi di metallo effettuati tra gli operatori di borsa. Inoltre, fin dal 1919 la Borsa di Londra ha il compito di determinare due volte al giorno il cosiddetto “fixing dell'oro”, ossia il prezzo medio di riferimento utilizzato maggiormente nelle transazioni commerciali.

Punzoni

Tutti gli oggetti prodotti in Italia devono riportare impresso il titolo nella forma stabilita.

TIMBRO ORO TIMBRO ORO TIMBRO ARGENTO MARCHIO DI FABBRICA
titoli superiori a 750 mm titoli fino a 750 mm per tutti i titoli di argento identifica la provenienza di un'oggetto

titoli superiori a 750 mm

titoli fino a 750 mm

per tutti i titoli di argento

identifica la provenienza di un'oggetto


In alcuni casi i punzoni possono essere presenti in forme diverse da quelle sopra riportate, come ad esempio negli oggetti di vecchia fattura oppure provenienti dall’estero. Ci sono anche casi in cui questi non sono presenti (succede ad esempio in manufatti artigianali), o sono poco leggibili (succede con oggetti molto piccoli oppure usurati), in questi casi si ricorre alla prova del tocco detta anche prova con gli acidi, che permette di verificare con certezza se l’oggetto è in oro e qual’ è il suo titolo.